Nozze Carsiche

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Giovedì

Le festività prendono il via il giovedì sera. Lo sposo offre agli ami­ci (per tradizione scapoli del paese) una cena di “addio al celiba­to” che si tiene a Repen) mentre la ragazza riunisce a Col tutte le amiche per un “addio al nubilato”. Dopo i rispettivi rinfreschi i futuri sposi, con il loro seguito, si ritrovano alla piazza di Repen per aprire le danze. Questo rituale, in verità, risale a tempi non eccessivamente remoti (seconda metà del Novecento). Tuttavia,
essendo molto radicato e largamente in uso presso il popolo, è stato consi­derato dagli organizzatori degno di essere incluso nei festeggiamenti.

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Venerdì

Il venerdì sera è di turno la serenata. Si tratta di un’antica usanza slovena, caratteristica sia del corteggiamento che dell’intrattenimento serale dei ragazzi maschi. Il promesso sposo, accompagnato dai giovani del villaggio, dichiara con il canto l’amore alla sua amata sotto la sua finestra. La ragazza, chiusa nella sua stanza, segue incantata l’accorato messaggio ed in cuor suo spera in un incontro ravvicinato con lo sposo. Lui cerca di raggiungerla salendo una scala a pioli, ma deve fare i conti con la suocera che prova di tutto per scacciarlo.

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Sabato

Il sabato sera – vigilia delle nozze – è dedicato al tra­sporto della dote. Nel cortile della simbolica casa della sposa, a Col, si trovano la giovane, i suoi genitori ed un ragazzo che impersona il fratellino minore della ragazza. All’arrivo dei bàlarji – trasportatori della dote – si effettua il carico dei beni – chiamati “bala”. Sul carro prende posto anche il ragazzino con in mano un cesto contenente una gallina dono per la futura suocera, nonché simbolo di fertilità. Quando il carro arriva a Repen nel cortile dell’abitazione dello sposo, è proprio il bambino ad assumere un ruolo chiave. In un primo tempo i genitori valutano e controllano la dote appena arrivata, poi il fratellino della sposa si rifiuta di cedere la gallina prima che questa
venga ben rifocillata. La suocera deve riscattare il volatile dando al ragazzino una specie di indennizzo in cibo e vivande. Solo allora la dote viene consegnata e si può procedere a scaricarla. Ad essere rifocillati sono naturalmente anche i bàlarji che non sono parchi in brindisi e lazzi.

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Domenica

Si arriva così alla domenica, giorno in cui vengono celebrate le nozze. La mattina presto la sposa viene aiutata a vestirsi dalla sua migliore amica. L’abito nuziale, sia femminile che maschile, è in realtà il tipico costume contadino della zona e viene quindi foggiato rispettando tutti i dettami della tradizione popolare. Lo sposo si prepara in casa propria dov’è raggiunto dagli amici, anch’essi in costume caratteristico del luogo. Preceduto da un fisarmonicista il corteo dello sposo si dirige verso la dimora della fidanzata. Da qui dopo alcune accorate raccomandazioni e frasi di rito tra il promesso sposo ed i futuri suoceri, l’intero corteo nuziale si muove verso la chiesa della Rocca di Monrupino, dove viene ce­lebrata la cerimonia religiosa. Vi assistono esclusivamente gli invitati in costume tipico. Prima del sì davanti all’altare il più svelto dei due sposi deve sottrarre all’altro il lembo del fazzoletto bianco che entrambi tenevano stretto durante la salita alla chiesa.
A cerimonia conclusa gli sposi escono dal santuario tenen­dosi per mano e dopo gli auguri di rito l’intero corteo scende dalla Rocca per fare una tappa nella trattoria sottostante per uno spuntino. Il corteo segue poi un percorso prestabilito per raggiungere Col e quindi Repen. Alla Casa Carsica, che simboleggia la dimora dello sposo, si svolge il rituale della consegna della sposa. Secondo l’antico cerimoniale gli suoceri vengono presentati, come nuore, dapprima due donne già in età, che essi rifiutano categoricamente. Solo al terzo tentativo viene presentata la vera sposa che conquista gli suoceri anche grazie ai regali per loro confezionati: la madre riceve un grembiule, il padre un fazzoletto blu ed un delizioso kolač – pandolce a forma di ciambella. Dopo questa lunga cerimonia accompagnata da canti e brindisi, tutta la comitiva raggiunge il locale, dove ha luogo il pranzo nuziale a base di piatti tipici della zona. La festa prosegue per tutto il pomeriggio fino a sera inoltrata con dei saggi di danze folkloristiche aperte dagli sposi, seguiti dai loro invitati e da chiunque voglia divertirsi.

Registro degli sposi